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Giulio Di Sturco (1979, Roccasecca, FR) vive tra Londra e Parigi. Dopo gli studi allo IED di Roma si trasferisce in India e successivamente in Tailandia, dove perfeziona il suo vocabolario visivo lavorando in gran parte di Asia e Africa.
Tra i numerosi premi ricevuti figurano tre World Press award, i Sony Photography Awards, i British Journal of Photography International Awards, il LensCulture Exposure Award e due Getty Grants.
Nel 2019 il suo progetto Aerotropolis è stato finalista dell’Aesthetica Prize ed è stato nominato per il Prix Pictet.
Giulio collabora regolarmente con numerose pubblicazioni, tra cui The New York Times, Vanity Fair, The National Geographic, Geo, Wired e The Financial Times.
Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in mostre personali e collettive. Nel 2019 ha pubblicato la sua prima monografia, Ganga Ma (GOST Books), che presenta la sua ricerca decennale dedicata al fiume Gange in India e Bangladesh.
Giulio continua a ridefinire gli orizzonti della fotografia documentaria affinando costantemente la sua ricerca estetica. Gran parte dei suoi progetti personali si concentrano sulle tematiche ambientali e sull’evoluzione tecnologica in atto.
Stiamo lavorando ai prossimi materiali.