25 giugno 2024 · 4 min
Mare Omnis di Francesco Zizola: riscoprire la fotografia
Per oltre trent'anni, Francesco Zizola ha consacrato la sua carriera a evidenziare le vicende più drammatiche del nostro…










Per oltre trent’anni, Francesco Zizola ha consacrato la sua carriera a evidenziare le vicende più drammatiche del nostro tempo: dalle crisi globali alla povertà, dai conflitti armati ai movimenti migratori, fino alle questioni inerenti ai diritti umani.
Fin dagli esordi, ha rivelato una sensibilità unica nel dar voce alle storie umane più dolorose, meritandosi la pubblicazione delle sue opere sulle testate giornalistiche più rinomate al mondo e conquistando ben dieci premi World Press Photo. Questo approccio empatico gli ha permesso di catturare immagini di straordinaria potenza visiva, che non solo documentano eventi ma narrano storie complesse e intense.
**Un impegno costante per la documentazione sociale**
Un documentario dedicato al suo lavoro, girato in gran parte in Lesotho, esplora la sfida di fotografare volti segnati dalla fame, dal dolore e dalla solitudine, mettendo in luce le domande etiche e personali che guidano il fotografo nel suo operato.

L’impatto di Zizola nel fotogiornalismo è significativo: attraverso la sua lente, ha portato alla luce questioni sociali e politiche spesso ignorate dai media tradizionali, dando voce agli invisibili e influenzando il dibattito pubblico. La sua dedizione alla verità ha ispirato una nuova generazione di fotografi a vedere la loro arte come uno strumento di cambiamento sociale.
**_Mare Omnis_: esplorando il legame tra l’umanità e l’ambiente naturale**
Mare Omnis è un invito a [ripensare la fotografia](https://ulilearn.academy/catalogo/rethink/) come strumento di relazione con il mondo.
Questa esposizione presenta immagini di grande formato che trascendono le limitazioni degli schermi digitali di computer, tablet e telefoni, richiedendo una contemplazione diretta e immersiva per essere pienamente apprezzate.
Le fotografie sono anche oggetti che possono interagire fisicamente con la nostra percezione delle cose”.
**Hybris**
Il concetto di Mare Omnis nasce circa dieci anni fa come una riflessione sulla relazione tra uomo e natura. I greci antichi parlavano della hybris degli uomini che non rispettavano i limiti imposti dagli dei. Oggi è la natura a imporre i limiti e la tracotanza è quella dell’uomo contemporaneo. Il progetto intende offrire riflessioni visive su questo tema, con l’acqua come primo elemento di ricerca. Il progetto rappresenta il capitolo più sperimentale di questa riflessione.
**Scenari visivi di _Mare Omnis_**
Le immagini della serie fotografica trascendono il semplice concetto di fotografia di paesaggio, diventando un crocevia tra natura e cultura. Ogni scatto incarna una tensione costante tra il familiare e l’evocativo, invitando l’osservatore a compiere un viaggio dall’esterno all’interno, trasformando lo scenario esteriore in un riflesso interiore. Il progetto rinuncia alla mera descrizione per abbracciare una dimensione profondamente evocativa, risvegliando emozioni e pensieri latenti.
**Un linguaggio simbolico e l’invito ai nuovi piani percettivi:**
Assistiamo dunque ad una riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo e la sua relazione con la natura raccontata con un nuovo linguaggio, che oscilla dal documentario a un piano alternativo e simbolico. La serie, quindi, pur essendo prelievo di realtà, disegna percorsi interiori ed evoca immagini ancestrali. La serie fotografica mostra punti e flussi di luce bianca su uno sfondo nero; le immagini piatte sono costituite da forme che evocano disegni stilizzati. Solo dopo un’analisi accurata le immagini si svelano, permettendoti di penetrare il loro significato profondo: dopo una prima occhiata infatti, quello che pensavi fosse il cielo si trasforma in un mare e le costellazioni in reti da pesca.
La fotografia non è mai una pura duplicazione del reale e comporta sempre un certo grado di interpretazione.
**Insights**
Mare Omnis offre una serie di preziosi insights per i fotografi:
- Esplorare concetti profondi: La fotografia va oltre la mera riproduzione della realtà; è piuttosto un canale per esplorare e comunicare concetti profondi e intricati.
- Utilizzare formati di grande dimensione: L’adozione di formati di ampie dimensioni può rivoluzionare la percezione delle immagini, enfatizzando la loro capacità di coinvolgere fisicamente l’osservatore. - Evolvere il linguaggio visivo: Il passaggio da un approccio documentaristico a uno simbolico suggerisce che i fotografi hanno l’opportunità e la necessità di rinnovare il loro linguaggio visivo per esprimere al meglio le proprie visioni e il proprio stile distintivo. - Creare opere significative: È cruciale concentrarsi sulla creazione di opere che vadano oltre la superficie, invitando gli spettatori a una riflessione più profonda e significativa. - Integrare il mondo esterno e interiore: Le fotografie dovrebbero essere viste come un ponte tra il mondo esterno e l’interiorità; questa interazione è dinamica e definisce ciò che sentiamo e ciò che vogliamo comunicare.
