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Michael Ackerman (Tel Aviv, 1967) è un autore visivo noto per un linguaggio radicale e atmosferico, caratterizzato da un bianco e nero espressivo e da un’attenzione profonda agli stati emotivi. Cresciuto a New York, sviluppa presto una poetica che supera i confini del documentario per approdare a un territorio sospeso tra memoria, visione interiore e deriva urbana.
Il suo primo libro, End Time City (1999), premiato con il Prix Nadar, segna l’inizio di un percorso internazionale che lo vede dialogare con cinema, letteratura e musica attraverso immagini dalla forte carica narrativa. I successivi Fiction e Half Life consolidano la sua identità di autore: un osservatore del lato oscuro e fragile dell’esistenza, vicino a un’estetica filmica fatta di frammenti, ellissi e atmosfere.
Le sue opere sono presenti in importanti collezioni museali e Ackerman è oggi considerato una delle figure chiave nella fotografia d’autore contemporanea, capace di restituire visioni che si muovono come sequenze cinematografiche, intime e inquietamente poetiche.
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