Vice Versa è il racconto di un fotografo e di suo padre che si avventurano sul tetto di una chiesa a Roma. Da quell’altezza lo sguardo del fotografo abbraccia la sua città natale, ribaltandone la percezione e privandola di vita e movimento. Roma diventa un luogo immobile, quasi irreale, come sospeso in un sogno. Ma quel sogno si trasforma rapidamente in un incubo lucido, un’allucinazione carica di amore e inquietudine. L’assenza di esseri umani nelle strade e nei palazzi conferisce al paesaggio urbano un’aura surreale e straniante, rivelando una Roma capovolta e spettrale, amata e temuta allo stesso tempo.
Protagonisti
Autori e protagonisti

Gianmaria De Luca è un fotografo e artista visivo nato a Roma nel 1988 e oggi attivo con base nella sua città.
Da sempre attratto dalla potenza evocativa dell’immagine, ha scelto la fotografia — ma non nel senso convenzionale — come strumento per indagare la realtà, metamorfosarla, restituirla come poesia visiva.
Nel suo lavoro convivono sensibilità documentaria e sperimentazione artistica: fotografie, installazioni, camera obscura, tecniche analogiche e stampe artigianali. Grazie a questo approccio, le sue immagini non sono mai semplici fotografie: sono visioni sospese, mondi in bilico tra memoria, luce, ombra e tempo.
Gianmaria ha esposto i suoi progetti — personali e collettivi — in diverse sedi in Italia e all’estero: tra le tappe più significative, istituzioni come Théâtre de la Monnaie (Bruxelles), gallerie europee, spazi culturali in Svizzera, Germania, Irlanda del Nord e Australia.
I suoi lavori sono spesso il frutto di collaborazioni interdisciplinari: con costumisti, scenografi, artisti, contributi in teatro e design, reportage e fotografia d’arte — un percorso che riflette una visione ampia e versatile del mezzo fotografico.
Oggi il suo studio si trova a Roma: da lì continua a esplorare l’incontro tra tradizione e sperimentazione, cercando di raccontare storie fatte di luce, materia, suggestione — immagini che non mostrano unicamente ciò che c’è, ma evocano ciò che potrebbe essere.

Elettra Pierantoni nasce a Roma e si diploma in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia della città.
Uno dei suoi cortometraggi, Semiliberi, partecipa al Toronto Film Festival e vince il Festival italiano di Madrid.
Nel 2020 debutta alla regia con il documentario Eva, prodotto da Rai Cinema e Bibi Film, selezionato al Festival di Taormina.
Prosegue la sua carriera di sceneggiatrice e regista trasferendosi in Messico, dove inizia un nuovo progetto documentario: Hecho en Tepito.
Nel 2021 collabora nel reparto regia della serie Romulus 2, prodotta da Groenlandia, Sky Cinema e Cattleya, e al film El Paraiso diretto da Enrico Maria Artale, prodotto da Ascent Film e Groenlandia.
Attualmente, Elettra sta scrivendo il suo primo lungometraggio, continuando a sviluppare i suoi documentari tra l'Italia e la Spagna.
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