
Senza ferire
Fotografare oltre lo stereotipo
- lunedì 09 novembre 2026 · ore 18:00–20:00
Inclusa in Ulilearn Plus a 297,00 €/anno con tutto il catalogo di lecture, corsi e documentari.
La lecture
Spesso il Sud Italia è stato raccontato come un luogo fuori dal tempo, esotico, lento e disponibile allo sguardo di chi arriva da fuori. Una rappresentazione seducente ma incompleta, che semplifica ciò che è complesso e trasforma territori vivi, stratificati e contraddittori in scenari da attraversare in cerca di “belle fotografie”.
In questa lecture Francesco Faraci affronta il tema del racconto del Sud e delle sue periferie a partire da parole fondamentali come prossimità, partecipazione, etica e responsabilità. Fotografare questi luoghi significa entrare in relazione, riconoscere la dignità dei soggetti, evitare lo stereotipo e costruire immagini capaci di restituire complessità, non consumo visivo.
Una riflessione sul confine sottile tra testimonianza e appropriazione, tra bellezza e semplificazione, tra racconto e ferita. Per chi vuole superare la superficie dell’immagine e comprendere come la fotografia possa diventare un atto di ascolto, relazione e responsabilità.
Lo sguardo
Il lavoro dell'autore















Per chi è
A chi è rivolto
Fotografi documentaristi e di reportage+
- •Lavori su territori, comunità o periferie e senti la necessità di interrogarti sulla tua posizione di autore prima ancora di premere il pulsante di scatto.
- •Vuoi costruire un racconto fondato sull'ascolto e sulla relazione, non sulla cattura di immagini esteticamente efficaci ma eticamente inconsapevoli.
- •Ti confronti con soggetti vulnerabili e cerchi strumenti critici per evitare pietismo, spettacolarizzazione e retoriche della povertà.
Chi racconta il Sud Italia o le sue periferie+
- •Stai lavorando a un progetto ambientato nel Mezzogiorno e vuoi uscire dai codici visivi consolidati: l'esotico, il fuori dal tempo, la luce dorata come unico argomento.
- •Senti che le immagini più oneste sono quelle che restituiscono complessità, non quelle che confermano ciò che il pubblico si aspetta già di vedere.
- •Vuoi capire come la prossimità geografica, culturale o umana con un luogo cambia il modo in cui lo si racconta e lo si deve raccontare.
Fotografi alle prime armi con un progetto personale+
- •Stai muovendo i primi passi nel lavoro su commissione o autoriale e vuoi costruire fin da subito una pratica consapevole, non solo tecnica.
- •Le domande sull'etica dello sguardo ti interessano ma non hai ancora strumenti per articolarle: questa lecture ti offre un punto di partenza concreto.
- •Vuoi capire cosa significa davvero entrare in relazione con un soggetto, prima di decidere come fotografarlo.
Fotografi affermati che vogliono rimettere in discussione il proprio metodo+
- •Hai già un percorso consolidato ma senti che alcune domande sul confine tra testimonianza e appropriazione meritano di essere riaperte.
- •Lavori da tempo su territori del Sud o su comunità marginali e vuoi confrontarti con una riflessione critica che non si limita alla forma ma interroga il senso.
- •Ti interessa un confronto con un autore che ha costruito la propria pratica fotografica dentro quei luoghi, non di passaggio.
Perché
Perché partecipare
Un lessico critico per lavorare con responsabilità+
La lecture costruisce un vocabolario preciso attorno a parole come prossimità, partecipazione, etica e responsabilità, offrendoti strumenti concettuali applicabili a qualsiasi progetto documentario, non solo a quelli ambientati nel Sud.
Una riflessione sul confine tra racconto e ferita+
Francesco Faraci affronta il nodo più difficile del documentario contemporaneo: quando un'immagine testimonia e quando invece sottrae, semplifica o consuma. Un tema raramente trattato con questa franchezza in un contesto formativo.
Strumenti per riconoscere e smontare gli stereotipi visivi+
Impari a identificare i meccanismi che producono rappresentazioni riduttive dei territori e delle comunità, e a costruire un'alternativa che restituisca complessità senza rinunciare alla forza delle immagini.
Un punto di vista interno, non da osservatore esterno+
Il racconto del Mezzogiorno in questa lecture non arriva da chi vi si è avvicinato per un progetto: nasce da una pratica fotografica radicata in quei luoghi, il che cambia profondamente la qualità delle domande che vengono poste.
Contenuto fruibile con calma, più volte+
Essendo una lezione registrata, puoi seguirla ai tuoi ritmi, tornare sui passaggi più densi e usarla come riferimento nel momento in cui stai concretamente lavorando a un progetto.
Protagonisti
Autori e protagonisti

Francesco Faraci nasce a Palermo nel 1983. Dopo gli studi umanistici (Antropologia, Sociologia), nel 2013 trova nella fotografia il suo mezzo d’espressione e si forma attraverso le immagini dei grandi fotografi di scuola francese e americana (William Klein, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Robert Capa) cercando di rinnovare un linguaggio che altrimenti suonerebbe desueto. Si occupa di fotografia documentaria e reportage sociale. Al centro del suo lavoro c’è la sua terra, la Sicilia, della quale ama descriverne gli incroci culturali e i paradossi esistenziali (nascita e morte, gioia e violenza, la solitudine che si nasconde fra le pieghe della modernità) con un occhio particolare alle minoranze e ai minori che nascono, crescono e spesso si formano nelle zone disagiate e abbandonate della città, nelle periferie marginali. Per tali ragioni percorre in lungo e in largo le strade della sua terra e dei Paesi Mediterranei, raccontandone le storie attraverso progetti di lunga, media e breve durata.
Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su riviste nazionali ed estere (Il Venerdì di Repubblica, La Repubblica, Il Manifesto, Time Magazine, Globe and Mail, The Guardian, VICE, Rolling Stone) e ha preso parte a conferenze e seminari sulla realtà delle periferie della sua città. E’ anche videomaker e scrittore di romanzi, di racconti e di saggi che ruotano intorno alle sue radici e alla sua terra d’origine.
Sue mostre personali sono state allestite in Italia e nel Mondo.
Tiene workshop e laboratori di fotografia in giro per l’Italia.
Nel 2016 Lens Culture lo inserisce nella lista dei 100 giovani fotografi più interessanti al mondo.
Nello stesso anno pubblica il suo primo libro fotografico, Malacarne (Ed. Crowdbooks), un reportage lungo tre anni sulle periferie palermitane viste attraverso gli occhi dei bambini che le vivono.
Nel 2017 Malacarne viene insignito del secondo premio come miglior pubblicazione fotografica sia al Px3 di Parigi che al MIFA di Mosca ed è stato esposto ad Arles durante “Les Rencontres” e a Barcelona durante la manifestazione “Photobook Phenomenon” al CCCB.
Nel 2018 è finalista al Premio Amilcare Ponchielli.
Nel 2019 segue Lorenzo “Jovanotti” Cherubini nelle diciassette tappe del suo Jova Beach Party. Da questa esperienza nasce “Jova Beach Party - Cronache da una nuova era” edito da Rizzoli.
Nel 2020 pubblica per Emuse Edizioni “Atlante Umano Siciliano”, un viaggio fotografico durato tre anni in giro per la Sicilia. Con questo progetto è finalista al Premio Marco Pesaresi. Nello stesso anno viene selezionato per il premio “Leika Oskar Barnack” e per il programma di documentazione per giovani fotografi indetto dalla Magnum Photos.
Nello stesso anno viene allestita una sua mostra personale a Tel Aviv in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura.
Durante il periodo del lockdown documenta gli effetti della pandemia da Covid19 a Palermo pubblicando il reportage sui quotidiani nazionali ed internazionali; da questa esperienza nascerà anche un contributo editoriale per “Suite numero 5” edito da Emuse.
Nel 2021 collabora con Achille Lauro per il singolo “Solo Noi” e le fotografie vengono proiettate durante la sua esibizione al Festival di Sanremo. Collabora con Netflix nella realizzazione di “Una semplice domanda”, docuserie di e con Alessandro Cattelan, di cui cura la parte fotografica ritraendo personaggi come Paolo Sorrentino, Roberto Baggio e lo stesso Alessandro Cattelan. Un suo ritratto è stato scelto come copertina del numero 1772 del 04 Marzo 2022 del “Venerdì di Repubblica”.
Nel 2022 parte per la Polonia per documentare la condizione dei rifugiati ucraini, in particolare di etnia Rom, al confine con L’Ucraina. I reportage vengono pubblicati su “La Repubblica”, “Artribune” e “Torcha”, quest’ultimo a cura di Chiara Piotto, giornalista di Skytg24.
Cura la regia del videoclip “Mediterraneo”, singolo di Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, interamente girato nei vicoli e nei quartieri periferici di Palermo. Nel Maggio 2022 pubblica il saggio “Anima Nomade: da Pasolini a una fotografia povera” edito da Mimesis Edizioni con una prefazione di Franco Arminio.
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Un incontro monografico in cui un autore racconta il proprio lavoro e il suo metodo, da seguire on-demand quando vuoi.
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