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Come trasformare singole immagini in un corpo di lavoro
- On-demandDurata 1h 54min
La lecture
Credo che la fotografia sia una vera e propria lingua. Questo significa che per essere fotografi bisogna apprendere e padroneggiare questa lingua. Il suo vocabolario e la sua grammatica, è ovvio. La sua storia, è inevitabile. Un lavoro fotografico è interessante (e necessario) quando più le immagini diventano parte di un corpus. Quando dentro ogni immagine c’è una storia. Allora impariamo a narrare: la sintassi, il tono, lo svolgimento, la conclusione. Poi andiamo a cercare le storie. Ne siamo circondati. Impariamo a riconoscerle, a decifrarle, ad afferrale, ad entrarci a capofitto e a renderle nostre. Impariamo a rispettarle. La fotografia è una lingua, si, con tutti i suoi limiti e particolarità. Quello che non è chiaro è come s’incarna questa lingua. Qual è la “forma” giusta per una fotografia? La stampa museale incorniciata? La pagina del giornale? Lo schermo di un telefono? La stampa d’archivio? Il manifesto pubblicitario? Come un progetto fotografico debba essere esposto o meglio, come debba “esistere” è ormai una parte cruciale della ricerca che il fotografo non può interamente delegare ad altri ma diventa parte integrante della sua autorialità. Esploreremo, con molti esempi pratici come si sviluppa questa ricerca, come la scelta di un certo tipo di forma espositiva sia l’incrocio di molti fattori e cosa significano e comportano le diverse scelte.
Lo sguardo
Il lavoro dell'autore







Protagonisti
Autori e protagonisti

Paolo Woods è nato in Olanda da padre canadese e madre olandese. È cresciuto in Italia ha vissuto a Londra, Parigi e Haiti. Vive a Firenze.
È dedito a progetti di lunga durata, dove la fotografia è strumento d’investigazione del mondo contemporaneo.
Ogni progetto genera una mostra, un libro e una serie di pubblicazioni per la stampa internazionale.
Nel 2003, con il giornalista Serge Michel, ha pubblicato UN MONDE DE BRUTE (A Crude World). Un’indagine sul mondo del petrolio per il quale ha viaggiato in dodici paesi, tra cui Angola, Russia, Kazakistan, Texas e Iraq.
Nel 2004 ha pubblicato il libro AMERICAN CHAOS, un dettagliato reportage sulla débâcle occidentale in Afghanistan e in Iraq. Entrambi i libri sono stati pubblicati in Francia e in Italia, e come portfolio in riviste di oltre dieci paesi.
Nel 2007/2008 ha documentato la conquista cinese dell’Africa. Il libro CHINAFRICA, sempre firmato insieme a Serge Michel, è stato pubblicato in Francia e tradotto in undici lingue tra cui inglese, spagnolo e cinese. Il lavoro è stato definito come l'indagine più approfondita del fenomeno e come un incontro esemplare tra ricerca e fotografia documentaria. Il libro ha avuto un notevole successo commerciale, vendendo oltre 40.000 copie solo in Francia.
Nel 2010 ha completato il progetto WALK ON MY EYES, un ritratto intimo della società iraniana. Il libro è stato pubblicato in francese, tedesco, spagnolo e persiano. La mostra, inaugurata al festival di Arles in Francia ha poi viaggiato da New York a Berlino.
Nel 2011 Paolo Woods si è trasferito ad Haiti. Nel 2013 ha pubblicato i libri STATE e PEPE, entrambi firmati con lo scrittore Arnaud Robert. La relativa mostra è stata prodotta dal Musee de l'Elysée ed è stata la più vista nella storia del museo. Con il fotografo Gabriele Galimberti ha lavorato per tre anni al progetto THE HEAVENS, la prima indagine fotografica sul funzionamento dei paradisi fiscali. La mostra è stata presentata in anteprima al Festival di Arles in Francia ed è in tournée in tutto il mondo. Il libro è stato selezionato come uno dei migliori libri del 2015
I suoi progetti sono regolarmente pubblicati da testate internazionali quali National Geographic, Time e Le Monde. Ha avuto personali in Francia, Stati Uniti, Italia, Svizzera, Cina, Spagna, Germania, Olanda e Haiti e numerose mostre collettive in tutto il mondo. Le sue immagini sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui il Musee de l'Elysée, la Biblioteca Nazionale Francese, la FNAC, la collezione Sheik Saud Al-Thani, la collezione Servais.
Ha ricevuto vari premi, tra cui due World Press Photos. È co-fondatore di RIVERBOOM, un collettivo e una casa editrice che esplora i limiti del linguaggio fotografico.
Sta lavorando al suo primo film documentario, HAPPY PILLS, co-diretto con Arnaud Robert.
Pubblicazioni
Paolo Woods, Gabriele Galimberti, “The Heavens”, Delpire/Dewi Lewis, Paris-London 2015
Paolo Woods, Arnaud Robert, “PEPE”, Musee de l’Elysée, Lausanne 2013
Paolo Woods, Arnaud Robert, “STATE”, Photosyntheses, Arles 2013
Paolo Woods, Serge Michel, Marche sur mes yeux, Grasset, Paris 2010
Paolo Woods, Serge Michel, La Chinafrique, Grasset, Paris 2008
Paolo Woods, Serge Michel, American chaos. Le Seuil, Paris 2004
Paolo Woods, Serge Michel, Un monde de brut, Le Seuil, Paris 2003
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